La pasta: benefici e falsi miti del cibo italiano per eccellenza

La pasta è l’alimento per eccellenza sulla tavola degli italiani e il 25 ottobre se ne celebra la Giornata Mondiale: il World Pasta Day
Questo cibo è sempre più apprezzato in tutto il mondo, grazie anche alla varietà dei formati e dei condimenti possibili.

Ma fa davvero bene alla salute? In questo articolo sfatiamo alcuni falsi miti sulla pasta e ne scopriamo i numerosi benefici.

Quanta e quale pasta mangiare?

Secondo l’International Pasta Organization, ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 15.8 milioni di tonnellate di pasta. A consumarne di più sono, ovviamente, gli italiani: oltre 23kg l’anno ciascuno (dati 2019).

Esistono oltre 300 formati di pasta, che includono paste secche e fresche, formati lunghi e corti, piene o bucate, pasta bianca o all’uovo, ruvida o liscia oltre alle numerose paste ripiene che popolano le tradizioni gastronomiche delle varie regioni italiane. 
Generalmente viene impastata con semola di grano duro, ma possono essere utilizzate anche farine raffinate o integrali, ricavate da diversi cereali.
Inoltre, sono sempre più diffuse le paste per celiaci, prodotte con farine senza glutine o con farine di legumi.

Quanta pasta si può mangiare? A seconda dello stile di vita e delle esigenze nutrizionali di ciascuno, un piatto di pasta al giorno potrebbe essere il giusto compromesso. Senza considerare il condimento, 100g di pasta forniscono circa 350kcal
Lungi dall’essere un alimento da escludere dalla dieta quotidiana, però! La pasta - all’interno di un'alimentazione bilanciata - è un cibo che apporta vantaggi significativi alla salute. 

Tutti i benefici 

Quali sono i benefici del mangiare regolarmente un buon piatto di pasta? Grazie alla presenza di carboidrati, proteine e vitamine, e al basso indice glicemico, la pasta aiuta a:
  • provare sazietà a lungo, evitando così snack successivi;
  • fornire energia subito fruibile, per il lavoro o per l’attività fisica;
  • mantenere adeguata la quantità di glucosio dispersa nel sangue;
  • coadiuvare la produzione di serotonina, l’ormone che che migliora l’umore e rilassa la muscolatura, e di melatonina, utile a regolare il ritmo sonno-veglia;
  • proteggere il sistema nervoso centrale grazie ad una discreta quantità di vitamina B1.
Inoltre la pasta è un alimento a basso costo: un cibo nutriente e accessibile, in ogni parte del globo. Perdipiù la sua produzione ha un basso impatto ambientale, se paragonato a quello della carne, del pescato o di colture intensive.

5 falsi miti da sfatare

Esistono diversi falsi miti sulla pasta. Facciamo chiarezza sui 5 principali dubbi che sorgono quando si parla di mangiare pasta.

La pasta non fa ingrassare. 
A parità di quantità, l’apporto calorico della pasta e del riso è identico, ma l’indice glicemico della pasta è inferiore (anche se il riso viene digerito più facilmente). Se inserita all’interno di un’alimentazione sana, varia e equilibrata, la pasta è un ottimo alimento;

La pasta in bianco non è “più sana” di quella condita.
Anzi, i carboidrati vanno inseriti nelle giuste quantità in ogni pasto della giornata, assieme a vegetali che forniscono vitamine, minerali e fibre e ad una porzione adeguata di proteine e grassi. Salvo particolari esigenze nutrizionali, alcuni condimenti particolarmente grassi, come la carbonara, l’amatriciana o il burro, possono essere comunque introdotti di tanto in tanto;

Si può mangiare pasta anche la sera.
Come qualsiasi altro carboidrato, può essere inserita all’interno di un pasto bilanciato. Anzi, come già detto, aiuta a produrre il triptofano, che stimola a sua volta la produzione della melatonina e della serotonina, favorendo il riposo;

La pasta senza glutine non è adatta al dimagrimento.
Non bisognerebbe sceglierla come alimento di base se non si soffre di celiachia. Il glutine infatti fornisce un buon apporto di proteine e vitamina B: eliminarlo dalla dieta a lungo senza una ragione clinica può essere controproducente e può dar vita a carenze nutrizionali. Nulla vieta, comunque, di assaggiare qualche volta la pasta senza glutine o con farine diverse dalla semola di grano duro, per variare la dieta;

Via libera alla pasta dopo lo sport. 
Fornisce energia e una riserva di glucosio fondamentale per chi fa sport, soprattutto ad alta intensità. Mangiare la pasta dopo l’attività fisica aiuta a reintegrare il glucosio e a nutrire i muscoli: ancora meglio se si preferisce un condimento che contiene un vegetale, delle proteine di origine animale e un filo d’olio d’oliva. 

Una dieta varia e bilanciata, che include anche la giusta quantità di pasta con i condimenti adatti, abbinata a uno stile di vita attivo, aiuta a prevenire moltissime problematiche fisiche e psicologiche. Curare l’alimentazione è fondamentale per stare in salute.
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