Giornata Mondiale della Pizza: fa bene alla salute?

Il 17 gennaio si celebra la Giornata Mondiale della Pizza: un alimento che ha alle spalle una storia e una tradizione tutta italiana. Ogni anno, nel nostro Paese, si consumano 8kg di pizza pro-capite (dati Italmopa 2019) e vengono sfornati 8,3 milioni di pizze al giorno (Demetra e Eataly 2019).

Di certo si tratta di uno dei cibi più amati in Italia e nel mondo, un comfort food che molte persone mangiano anche per alzare il tono dell’umore: ma fa bene anche alla nostra salute fisica? Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Sara Piazza, Dietologa a Ravenna Medical Center

Quali nutrienti contiene

La quantità e il tipo di nutrienti contenuti nella pizza cambia a seconda del condimento, ma non varia mai la quantità di carboidrati, che sono circa il 65% del totale.
Se si sceglie una margherita semplice, gli altri nutrienti meglio rappresentati sono i grassi e le proteine della mozzarella. Chi preferisce una pizza con salumi, carni, formaggi aumenta il quantitativo di proteine e grassi, mentre pizze vegetariane e con le verdure contengono anche fibre e vitamine.

La pizza quindi è un alimento completo, ma non equilibrato, vista la preponderanza di carboidrati. E sul piano calorico? Se scegliamo una margherita siamo circa sulle 700 kcal.

Quante volte a settimana si può mangiare?

Una pizza a settimana può essere inserita all’interno di una dieta sana ed equilibrata, abbinata a uno stile di vita attivo.

Meglio però scegliere quella fatta in casa, realizzata con farine integrali e condimenti leggeri, ricchi di fibre e vitamine, come le verdure.

La mozzarella può essere sostituita con formaggi meno grassi, come ad esempio la ricotta. 
 
Se si segue un regime dietetico, oltre a questi suggerimenti potrebbe essere utile ridurre la quantità: invece di consumare 300 g di pizza (è il peso medio di una pizza al piatto) si può preparare in casa una pizza più piccola o preferire dei tranci.

Quando è meglio evitarla

Alcune persone con patologie o disturbi specifici dovrebbero limitare il consumo di pizza:
  • i diabetici, per via dell’alto contenuto di carboidrati;
  • gli ipertesi dovrebbero preferire la pizza fatta in casa per ridurre il quantitativo di sale;
  • chi soffre di sindrome del colon irritabile o di gastrite rischia di avere episodi acuti.
 
Per i celiaci e gli intolleranti al glutine è necessario mangiare pizze realizzate con farine senza glutine, reperibili sia nei supermercati che nelle farmacie. Sono sempre di più anche le pizzerie che propongono impasti per celiaci, quindi per questa categoria di persone il consumo di pizza non è più un problema.
 
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Revisione medica a cura di: Piazza Sara
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