Vitamina K: un’alleata per la coagulazione del sangue e la salute delle ossa

La vitamina K o naftochinone è una vitamina liposolubile che viene trasportata nell’organismo dai grassi alimentari, immagazzinata nel fegato e rilasciata gradualmente quando il corpo ne ha bisogno. Per questo motivo non deve essere assunta quotidianamente con il cibo.

Il fabbisogno consigliato negli adulti è di circa 140 microgrammi al giorno.

Con la Dott.ssa Sara Piazza, Dietologa a Ravenna Medical Center abbiamo approfondito questa vitamina. 

A che cosa serve

La vitamina K, dal danese Koagulation vitamin, svolge un ruolo molto importante per:
  • il processo di coagulazione del sangue, in particolare la K1, aiuta il fegato a produrre i fattori della coagulazione, come la  protrombina
  • la salute dell’apparato cardiocircolatorio perché abbassa il rischio di formazione di placche aterosclerotiche e calcificazioni nei vasi sanguigni
  • la salute delle ossa, in particolare la K2, favorisce la concentrazione di calcio nelle ossa

Dove è presente

A seconda degli alimenti in cui è presente la vitamina K si suddivide in 3 gruppi:
  • K1 o fillochinone, di origine vegetale,  è presente in concentrazione maggiore, circa il 90% ,nelle verdure a foglia verde
  • K2 o menachinone presente negli alimenti di origine animale (fegato di maiale e manzo, carne, uova e formaggi fermentati) e prodotta anche dal microbiota intestinale (flora batterica). L’alimento più ricco di menachinone è il natto, cibo giapponese che si ottiene dalla fermentazione dei fagioli di soia
  • K3 o menadione, utilizzata nel settore farmacologico per la produzione di farmaci anticoagulanti

Carenza: che cosa provoca

Una carenza di vitamina K è rara e si verifica soprattutto a seguito di terapie con antibiotici, perché questi farmaci provocano uno squilibrio dei batteri presenti nella flora batterica intestinale (disbiosi). Di conseguenza, la produzione della vitamina K2, è insufficiente per esercitare la sua azione di prevenzione nei confronti delle patologie cardiovascolari e, in sinergia con le Vitamine A e D, dell’osteoporosi.

Altri casi in cui si può verificare una carenza di questa vitamina sono:
  • patologie intestinali croniche (colite ulcerosa, fibrosi cistica, Morbo di Crohn, celiachia) perché ne riducono l’assorbimento
  • problematiche cardiache, trombosi venosa o fibrillazione atriale in terapia con anticoagulanti, ad esempio il Warfarin, in quanto questi farmaci riducono la coagulazione del sangue interferendo con l’attività della vitamina 
Inoltre si può talvolta riscontrare una carenza nei neonati a causa di:
  • flora batterica intestinale non ancora sviluppata
  • ridotto passaggio, della vitamina K,  dalla madre al feto durante la gravidanza
  • basso contenuto di questa vitamina nel latte materno
I sintomi che indicano una carenza di questa vitamina sono:
  • sanguinamento di gengive, naso, lividi e, nei casi più gravi emorragie cerebrali
  • problemi della coagulazione
  • aumento del rischio di fratture, indebolimento delle ossa, osteoporosi
  • malattia emorragica del neonato caratterizzata da sanguinamento prevalentemente a livello dell’apparato gastrointestinale, delle mucose, del naso e dell’ ombelico

Eccesso: che cosa provoca

Un sovradosaggio di vitamina K è molto raro e non vi sono indicazioni che possa essere dannoso. Tuttavia, nei rari casi di sovradosaggio, i sintomi possono essere:
  • anemia,
  • sudorazione eccessiva,
  • vomito,
  • senso di oppressione al petto
  • trombosi,
  • vampate di calore
La somministrazione di una dose troppo elevata di vitamina K nei neonati, nel periodo postnatale, può causare ipervitaminosi e si manifesta con i sintomi tipici dell'ittero.

Un aiuto per coagulare il sangue e mantenere le ossa in salute

La vitamina K serve per il corretto funzionamento degli enzimi, ad esempio la protrombina, che permettono la coagulazione del sangue.

Infine, è fondamentale per la salute delle ossa perché attiva l’osteocalcina, ormone che indirizza il calcio verso le ossa conferendogli solidità e resistenza, inoltre previene e favorisce la guarigione delle fratture.
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Revisione medica a cura di: Dott.ssa Sara Piazza

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