Alzheimer e alimentazione: i benefici di una dieta sana ed equilibrata

Una buona alimentazione è un vantaggio per tanti aspetti della salute e rappresenta uno dei cardini di un buon invecchiamento e della prevenzione di diverse patologie legate all’età
Insieme al Dott. Massimiliano Piolanti, nutrizionista presso Primus Forlì Medical Center, vediamo come possiamo prenderci cura della salute del nostro cervello.

Alimentazione e funzioni cognitive: esiste un legame?

Alcuni studi condotti nei bambini hanno dimostrato l’importanza, per lo sviluppo cognitivo, di alcuni nutrienti essenziali e i rischi di un’esposizione a sostanze inquinanti negli alimenti. Anche se queste indagini sono incentrate sulla fase di sviluppo neuronale nei bambini, e quindi non si riferiscono direttamente all’Alzheimer, i risultati indicano che l’alimentazione è importante per sostenere le funzioni cognitive e potrebbe aiutare a prevenire o ritardare l’insorgenza di disturbi cognitivi legati all’età.   

Quali raccomandazioni si possono seguire per prevenire l’Alzheimer?

La raccomandazione generale è quella di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, basata sui principi della dieta mediterranea e che comprenda molte verdure, frutta di buona qualità, olio extravergine di oliva, cereali integrali, cioccolato fondente di qualità, frutta secca e semi oleaginosi. 
Non esistono invece dati sufficienti per consigliare l’uso di integratori per prevenire o trattare l’Alzheimer, a meno di situazioni carenziali specifiche che devono essere valutate dal medico caso per caso. 

Quali sono le prospettive future?

Alcuni studi hanno riscontrato che l’eccesso di zuccheri semplici, il mancato utilizzo di cereali integrali, una dieta carente di verdure sono fattori che possono favorire sbalzi glicemici, aumentare i livelli di glucosio nel cervello e accelerare l’ossidazione cellulare, con importanti ripercussioni sul metabolismo neuronale. Altri studi suggeriscono inoltre che l’insorgenza di malattie neurodegenerative potrebbe essere favorita da elementi inquinanti come il mercurio, dalla mancanza di nutrienti essenziali come rame, zinco e selenio, dalla carenza di vitamina D o B12, da alterazioni del microbiota o della tiroide ecc. Al momento si tratta di osservazioni isolate ma, in futuro, studi epidemiologici su larga scala potrebbero valutare contemporaneamente questi parametri e identificare fattori in grado di prevenire migliorare il trattamento dell’Alzheimer. 
 
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Revisione medica a cura di: Dott. Massimiliano Piolanti
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