Tiroide e Gravidanza: la ghiandola da non trascurare

Durante la gravidanza il corpo femminile subisce diversi cambiamenti sia fisici che ormonali, al fine di permettere lo sviluppo della nuova vita. Fra le alterazioni ormonali che si possono verificare ci sono quelle della tiroide, la piccola ghiandola che regola molte delle funzioni del metabolismo, dal sonno alla fame.
 
La corretta funzionalità della tiroide della futura mamma è indispensabile sia per lei che per il bambino, dato che ne assicura il corretto sviluppo. Poiché nel primo trimestre di gestazione l’embrione non è in grado di produrre ormoni tiroidei autonomamente, la secrezione materna di T3 e T4 (triiodotironina e tiroxina) aumenta per supplire a tale carenza, per poi tornare a valori normali. Ecco perché è importante monitorare i valori, soprattutto nei primi mesi di gestazione, agendo tempestivamente in caso perda la propria funzionalità. E cosa succede invece per chi ha già disfunzioni alla ghiandola tiroidea e inizia una gravidanza?
 

Il ruolo degli ormoni tiroidei durante la gravidanza

Durante la gravidanza gli ormoni secreti dalla tiroide, T3 e T4, vengono utilizzati sia per supplire alle funzioni metaboliche della mamma e del nascituro. Essi sono indispensabili per la salute del bambino poiché permettono il corretto sviluppo di:
  • Cervello
  • Funzioni cognitive e neurologiche
  • Corretto peso alla nascita.
 
Sono importanti anche per portare a buon fine la gravidanza, perché permettono di evitare:
  • Distacchi della placenta
  • Sviluppo di ipertensione sia nella madre che nel bambino
  • Malformazioni congenite
  • Emorragie dopo il parto.
 

Quando la tiroide perde funzionalità durante la gravidanza

Se la tiroide non riesce a supplire all’aumentata produzione ormonale, può subire un rallentamento delle sue funzioni, causando ipotiroidismo nella madre.
Tuttavia, anche se meno comune del precedente, la tiroide in gravidanza può subire anche un’accelerazione, causando ipertiroidismo, una condizione che non va sottovalutata perché può causare, ad esempio, gestosi (aumento della pressione e delle proteine nel sangue), contrazioni uterine e parto prematuro.
 
Nei primi mesi di gravidanza, quindi, è indispensabile tenere monitorati i valori della ghiandola, al fine di evidenziare tempestivamente eventuali squilibri e intervenire tempestivamente con la terapia sostitutiva che permetta di affrontare la gravidanza in serenità.
 
 

Se la tiroide è già in disfunzione al momento della gravidanza

 
Nel caso in cui la futura mamma soffra già di ipotiroidismo, i controlli alla tiroide vanno comunque fatti mensilmente, per determinare se è necessario aumentare il dosaggio dei farmaci sostitutivi in modo che possano soddisfare anche il fabbisogno del bambino.

La situazione è un po’ più delicata per le donne che soffrono di ipertiroidismo e desiderano una gravidanza. Sarebbe infatti opportuno intervenire prima con una cura farmacologica adeguata a ripristinare la corretta funzionalità della ghiandola, altrimenti il rischio è che si accentui troppo la produzione ormonale.
 
Solo nel caso in cui i valori della tiroide non migliorino, prima della gravidanza, può essere proposta una terapia con radioiodio, oppure l’intervento chirurgico. In questo caso, il medico specialista potrà valutare la corretta terapia in base alla condizione e alle necessità della singola paziente.

In caso di squilibri alla tiroide già in atto, prima di pianificare una gravidanza, è bene chiedere il parere del proprio endocrinologo, in modo da poter vivere i nove mesi nel modo più sereno possibile.
 

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