La prostata: caratteristiche, funzioni, patologie ed esami da fare

La prostata è una ghiandola del sistema uro-genitale esclusivamente maschile, ha le dimensioni di una castagna e pesa circa 20-30 grammi. La sua funzione principale è quella di produrre ed emettere parte del liquido seminale o spermatico.

Questa ghiandola si trova sotto la vescica, sopra i muscoli del pavimento pelvico e il pene, proprio davanti al retto (canale da cui è possibile palparla attraverso esplorazione digitale). La prostata è inoltre attraversata dalla prima parte dell’uretra – condotto che porta l’urina dalla vescica all’esterno del corpo – la quale, all’interno della prostata, si fonde con i due dotti eiaculatori.

La prostata influenza la minzione, erezione ed eiaculazione per via della sua posizione e delle funzioni in cui è coinvolta, per questo l’alterazione di questi aspetti può essere un campanello d’allarme per lo stato di salute della ghiandola.


A cosa serve


La prostata svolge tre principali funzioni fisiologiche:
  • Escretoria: la prostata produce un liquido, detto liquido prostatico, che insieme agli spermatozoi prodotti dai testicoli, al fluido delle vescicole seminali e alle secrezioni delle ghiandole bulbouretrali, compone lo sperma. La secrezione prostatica è importante per il corretto funzionamento degli spermatozoi, e quindi anche per la fertilità maschile. Il liquido prostatico è sottile e lattiginoso, e rende lo sperma più fluido.
  • Eiaculatoria: nel momento dell’eiaculazione, il tessuto muscolare della prostata si contrae e permette al fluido prodotto di essere spinto nell’uretra.
  • Urinaria: le fibre muscolari della prostata circondano l’uretra e vengono controllate dal sistema nervoso involontario. Quando queste fibre si contraggono, possono regolare il flusso dell’urina, rallentandolo o bloccandolo.
 

Patologie della prostata


Le tre più comuni patologie della prostata sono la prostatite, l’iperplasia prostatica benigna (IPB) e il cancro alla prostata.

Prostatite (infiammazione della prostata). Può colpire soggetti di qualsiasi età, ma risulta essere più comune tra gli uomini fra 30 e 50 anni. Esistono due tipi principali di prostatite:
  • Prostatite batterica, che a sua volta può derivare da un’infezione batterica acuta o cronica. Questa forma, meno comune, in genere risponde bene agli antibiotici.
  • Prostatite non batterica, nota anche come “sindrome del dolore pelvico cronico”, o CPPS (Chronic Pelvic Pain Syndrome). È una condizione più comune ma anche più difficile da gestire. I sintomi possono essere diversi e non esiste un singolo esame per diagnosticarla, per cui il medico dovrebbe escludere altre possibili cause prima di fare una diagnosi precisa in questa direzione.
Iperplasia prostatica benigna (IPB). L’iperplasia prostatica benigna è un ingrossamento non canceroso della prostata, e riguarda la cosiddetta “zona di transizione”, ovvero la porzione centrale della prostata. È più comune negli uomini over 50 e non costituisce pericolo di vita, anche se influisce in modo significativo sulla quotidianità di chi ne è affetto.

Infatti, poiché la prostata circonda la parte superiore dell’uretra, il suo ingrossamento comprime l’uretra stessa, esercitando una pressione sulla base della vescica. Questo può causare un blocco nel flusso dell’urina, provocando una ritenzione urinaria.

Tumore alla prostata. In genere colpisce gli uomini di età superiore ai 50 anni, e riguarda principalmente la zona periferica (l’area più vicina al retto).
Identificare tempestivamente un tumore alla prostata non è semplice, perché nelle fasi iniziali è spesso asintomatico.
Quando la massa tumorale cresce, la prostata comprime l’uretra, per cui tra i primi sintomi si annoverano quelli urinari: alterazioni nel normale flusso di urina, frequente stimolo ad urinare, minzione dolorosa, getto debole, sangue nelle urine o nello sperma.
Tuttavia, trattandosi di segnali comuni anche a patologie prostatiche benigne, è importante rivolgersi tempestivamente al proprio urologo di fiducia per accertare le proprie condizioni di salute.
 

Sintomi di problemi alla prostata


In presenza di tali segnali, è fondamentale rivolgersi al proprio medico di fiducia:
  • Difficoltà ad urinare
  • Bisogno di urinare spesso, soprattutto di notte
  • Sensazione di vescica piena anche dopo la minzione
  • Minzione dolorosa
  • Sangue nelle urine
 

Esami per diagnosticare patologie alla prostata


Per controllare lo stato di salute della prostata, esistono degli esami consigliati per individuare tempestivamente eventuali patologie.
  • PSA totale (Antigene Prostatico Specifico): si tratta di un esame del sangue che rileva i livelli di una proteina prodotta dalla prostata. Se supera certi limiti, può essere spia di tumori, IPB e prostatite.
  • PSA free (o PSA libero). Nel sangue, in genere, la proteina PSA si trova legata ad altre sostanze, ed è libera solo in minime concentrazioni. Se l’esame del PSA totale risulta sospetto, si deve effettuare anche il dosaggio del PSA libero, per rapportarlo al PSA totale. I valori normali prevedono che il PSA libero è lo 0,20% rispetto al PSA totale. Valori più bassi potrebbero essere correlati alla presenza di un cancro, mentre valori più alti potrebbero indicare un’iperplasia prostatica benigna.
  • Esplorazione digitale rettale (DRE): è un esame fisico in cui il medico inserisce un dito guantato nel retto, per controllare le dimensioni della prostata ed escludere che vi siano noduli o infiammazioni.
  • Ecografia prostatica transrettale: si effettua tramite una sonda nel retto e, con l’utilizzo di ultrasuoni, si producono immagini statiche o dinamiche. Questo esame permette di rilevare eventuali neoformazioni. Può essere a sua volta seguita da una biopsia della prostata.
  • RM Multiparametrica: L’esame è detto “multiparametrico” perché permette di valutare e confrontare la composizione di un tessuto utilizzando diversi parametri: cellulare, strutturale e vascolare. Tale confronto consente di distinguere un tessuto sano da uno colpito da lesione e di arrivare a una diagnosi più accurata, riducendo le sovra-diagnosi di tumori a basso rischio. è un esame veloce e mininvasivo, che consente al medico uno studio completo e approfondito della ghiandola prostatica e dei tessuti circostanti.
 

Prevenzione: consigli per mantenere la prostata in salute


Tra i pochi e semplici accorgimenti per prendersi cura della prostata e prevenire l’insorgere dei disturbi più comuni, il più importante è programmare screening periodici.

A partire dai 40/45 anni, soprattutto in caso di familiarità con patologie prostatiche, è opportuno effettuare almeno una volta all’anno una visita urologica e un esame del sangue che rileva il dosaggio del PSA.

Altri consigli riguardano l’alimentazione: è preferibile una dieta ricca di frutta e verdura e povera di alimenti irritanti per la prostata come superalcolici, caffè, alimenti piccanti, insaccati. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno aiuta a prevenire le infezioni urinarie e ridurre il peso specifico delle urine.
Un'alimentazione bilanciata contribuisce anche alla regolarizzazione della funzione intestinale, altro fattore da monitorare per il benessere della prostata. Sia la diarrea sia la stipsi possono infatti determinare fenomeni irritativi.

Per favorire la circolazione pelvica è importante dedicare tempo all’attività fisica, prediligendo sport che non vadano a sollecitare in maniera eccessiva la ghiandola (come ad esempio la bicicletta).

Infine, è consigliabile una regolare attività sessuale per evitare un ristagno prolungato del liquido prostatico che potrebbe dar luogo ad infezione.

 
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