Intervista al dottor Minelli in vista dell'iniziativa "Allergy & Nutrition Day"

Il 22 e il 23 marzo, nelle strutture Gvm presenti in Puglia, si svolgerà la prima edizione dell'Allergy & Nutrition Day promossa dal Dipartimento di Allergologia, Dietetica e Immunonutrizione. In occasione dell'appuntamento aperto a tutta la cittadinanza, gli ambulatori specialistici rimarranno in funzione, gratuitamente, dalle 9 alle 19.00. Al Dottor Mauro Minelli, specialista, responsabile del dipartimento di Anthea Hospital (Bari), abbiamo rivolto alcune domande per capire meglio come medici e ricercatori siano costantemente al fianco dei malati nell'affrontare patologie che colpiscono il 30 per cento della popolazione. Dottor Minelli quali sono le allergie in aumento? "Dal punto di vista clinico registriamo un netto incremento delle forme respiratorie causate da pollini, acari e muffe. Tuttavia risultano in forte crescita anche le allergie di tipo alimentare; e ciò perché l'affinamento delle metodiche diagnostiche consente una maggiore precisione nella fase dell'indagine specialistica". Traducendo in numeri, quanti gli italiani che lamentano disturbi dovuti ad allergie? "Sulla base di stime prudenziali possiamo affermare che circa il 35% della popolazione lamenta problematiche correlabili ad allergie: siano esse forme respiratorie, cutanee od ascrivibili a componenti alimentari o farmaci". Cosa deve fare chi sospetta un'allergia a pollini, alimenti, punture d'insetto o sostanze in genere? "Sottoporsi - in tutte le strutture sanitarie di Gvm qui in Puglia - ad un'accurata valutazione diagnostica con l'intervento dello specialista, in quanto molte forme allergiche possono essere particolarmente "subdole" e sfuggire ad una visita di routine. I test a livello cutaneo e gli esami di laboratorio permettono di costruire un quadro clinico ben delineato ed intervenire con terapie efficaci e più risolutive. L'attuale disponibilità di vaccini mette il paziente nella condizione di rispondere meno agli allergizzanti e quindi migliorare sensibilmente la qualità della propria vita sociale e lavorativa". Un bambino allergico è destinato ad essere un adulto a rischio di altre patologie? "Nei bambini assistiamo ad una vera e propria Marcia Allergica che si manifesta nel corso dell'età attraverso fasi piuttosto precise: da una dermatite atopica si passa ad una sintomatologia a carico dell'intestino, poi a carico della respirazione, ad un'orticaria... Compito dell'allergologo, una volta recepiti i primi segnali, è la stabilizzazione dei sintomi evitando l'evoluzione del percorso. Un bambino allergico è purtroppo destinato ad essere un adulto a rischio di altre patologie, quali la bronchite asmatica cronica. Da qui l'importanza dello screening in età scolare, facendo molta attenzione a non sottostimare mai alcun disturbo. La sinergia con medici di base e pediatri è fondamentale per la lettura di questi segnali". L'ambiente lavorativo e quello più personale, quanto incidono sulle allergie? "L'ambiente incide tantissimo, specie su soggetti già predisposti a reazioni verso fattori esterni irritanti e inquinanti. Le allergie toccano più da vicino le civiltà avanzate. L'evoluzione del nostro sistema immunitario - superata l'epoca delle malattie infettive - porta oggi a risposte fisiche un tempo non archiviate dal nostro organismo".   Per maggiori informazioni sull'iniziativa Allergy & Nutrition Day, clicca qui
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