Disturbi cognitivi e della memoria, Primus Medical Center e San Pier Damiano Hospital all’avanguardia nella prevenzione

Due giornate dedicate alla prevenzione dei disturbi cognitivi e della memoria per comprendere meglio cosa sono, come evolvono e come si curano. L’iniziativa, promossa da GVM Care & Research, si svolgerà il 9 giugno al Primus Forlì Medical Center e il 18 giugno a San Pier Damiano Hospital (Faenza) in occasione dell’apertura dei Centri dedicati ai disturbi della memoria e sarà possibile accedere alla visita per il controllo delle capacità cognitive a tariffa agevolata.  Il progetto è diretto dal Dottor Edoardo Dalmonte, specialista in Gerontologia e Geriatra, coordinatore del Centro forlivese e faentino.     Dottor Dalmonte, in che modo lo specialista valuterà la richiesta dell’interlocutore che desidera sottoporsi ad una visita accurata? “Innanzitutto attraverso una valutazione dal punto di vista clinico, con un’analisi volta a chiarire i fattori di rischio nonché le patologie pregresse. In secondo luogo, attraverso un’indagine neuropsicologica che prevede la somministrazione di specifici test validati a livello internazionale. Lo specialista deve poter ottenere più informazioni possibili utili a comprendere se i disturbi della memoria sono correlabili a sindromi depressive e/o altre patologie, e quindi risolvibili con farmaci adeguati, oppure se vi è il rischio di una sottovalutazione del problema e occorre agire rapidamente. La comprensione del livello di disturbo accusato, permette – qualora l’intervento del medico sia tempestivo – di rallentarne l’evoluzione dal punto di vista cognitivo. Concorrono ad una diagnosi corretta gli esami strumentali”.   I disturbi della memoria sono in aumento? “Vi è un progressivo aumento correlato all’invecchiamento. Si presentano soprattutto in soggetti dai 60-65 anni d’età in avanti. Occorre però distinguere tra disturbi della memoria su base fisiologica, che possono essere lievi e rimanere tali nel tempo, e demenze vere e proprie. Le ultime colpiscono il 7-8% della popolazione oltre i 65 anni. La demenza conclamata, perché di ciò si tratta, ha un’impennata che sfiora il 25-30% in uomini e donne con un’età compresa tra gli 85 ed i 90 anni, salvo poi non crescere ulteriormente dopo questo limite”.   Quali le patologie più diffuse? “La prima per prevalenza, il 50% dei soggetti che si rivolgono allo specialista, è la malattia di Alzheimer. Nelle nostre zone, mi riferisco all’Emilia Romagna, trattiamo inoltre demenze su base vascolare (il 20%) nonché altre demenze meno frequenti( frontotemporale, corpi di Lewy, ..). Vi sono poi alcune forme per le quali la rimozione della patologia di base, in particolare dello status depressivo, con farmaci, comporta l’annullamento della patologia”.   Che ruolo gioca la prevenzione? “Un ruolo fondamentale. E’ stato dimostrato che un’alimentazione corretta – vedi dieta mediterranea – il consumo di alcuni frutti del sottobosco, di alghe marine e di Curcuma, unitamente all’attività fisica costante, ad una vita sociale attiva e alla continua stimolazione cognitiva incidono positivamente, dilazionando nel tempo la comparsa della malattia. A livello preventivo ci stiamo adoperando per la promozione di specifici corsi di Memory Training molto utili in soggetti con disturbi in fase iniziale o anche in persone che non hanno ancora manifestato di sturbi di memoria ”.   Come agiscono le terapie oggi disponibili? “Per chi è affetto da demenza, la prima ‘terapia’ è l’ambiente. Vivere in un contesto familiare stimolante, ma al tempo stesso rasserenante, è fondamentale. Esistono poi farmaci che se assunti nella fase lieve-moderata della patologia determinano, in una buona percentuale dei casi, un rallentamento dell’evoluzione della malattia per quanto riguarda i disturbi cognitivi. L’intervento è più efficace se viene effettuato nella fase d’esordio della malattia. Relativamente ai disturbi psico-comportamentali (delirio, agitazione, insonnia, allucinazioni), conseguenti alla demenza, che sono i maggiori responsabili dello sconvolgimento della qualità della vita della persona malata e della famiglia a lui vicina, le risorse terapeutiche e farmacologiche ora disponibili determinano, nella quasi totalità dei casi, un netto miglioramento o addirittura una completa risoluzione”.   Per maggiori informazioni sulle giornate, scarica la locandina mentre se vuoi saperne di più sui centri dedicati ai disturbi della memoria,leggi il pieghevole informativo
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