Settimana del cervello : conoscere e prevenire le principali patologie

“Curare il cervello migliora la vita” è il tema della Settimana Mondiale del Cervello che si conclude domenica 19 marzo. Coordinata a livello internazionale dalla European Dana Alliance for the Brain in Europa e dalla Dana Alliance for Brain Initiatives negli Stati Uniti, vede le organizzazioni partner in tutto il mondo impegnarsi in iniziative che studiano diverse patologie. Dal Parkinson, causato dalla carenza di un neurotrasmettitore chiamato dopamina (oggi si sta cercando di capire cosa provochi questa mancanza); all’ictus, un disturbo della circolazione cerebrale che spesso ha prognosi molto serie; alla cefalea, che colpisce circa l’otto per cento della popolazione italiana; all’epilessia, malattia dovuta, genericamente, a cause congenite e genetiche; al morbo di Alzheimer, che rappresenta più della metà dei casi di demenza in Italia. Grande attenzione, quindi su questi e su altri grandi disturbi neurologici degenerativi.
 
Ma le giornate di studio sottolineano anche quali siano comportamenti virtuosi e fattori di rischio per il nostro encefalo.
 
Tra i fattori di rischio vengono ricordati l’ipertensione, che danneggia alcune fibre nervose le quali collegano varie aree del cervello; il fumo che, come dimostrano diversi studi, influisce soprattutto sulla memoria; il diabete, che condiziona un gene il cui compito è regolare il metabolismo del colesterolo proprio nel cervello; l’obesità, poiché questa condizione consuma le connessioni tra i neuroni e provoca un decadimento della memoria e delle funzioni cognitive. Anche comportamenti come l’abuso di alcool, di zuccheri e il dormire poco sono fattori di rischio acclarati.
 
Quest’anno, gran parte del focus della campagna è rivolto ai giovani. Per questo ci si è concentrati anche sulle patologie procurate dal consumo di droghe, anche leggere, poiché studi recenti dicono che queste ultime hanno effetti dannosi più di quanto si ritenesse in passato. Il loro abuso favorisce, tra l’altro, l’insorgere di uno stato psicopatologico acuto come il delirio. Interessano in particolare i giovani anche patologie provocate da traumi. Questi possono provocare demenza, una patologia legata sia a cause organiche note (encefaliti, emorragie, abuso d’alcool o, appunto traumi), sia a origini ignote come la già citata demenza da Alzheimer.
 
Tra i comportamenti virtuosi ci sono senz’altro scegliere una dieta ricca di polifenoli (frutta e verdura) e di grassi polinsaturi (pesce, semi, olio e frutta secca). Poi, fare esercizio fisico regolarmente, specie se si è in età “matura” quando aumenta il rischio di deterioramento cognitivo e allenare la memoria attraverso specifici esercizi per aiutare il cervello a memorizzare numeri, parole, date, facce, nomi, ecc. Anche cantare, leggere, suonare uno strumento, dipingere e risolvere piccoli enigmi, tipo cruciverba e rebus, sono attività che tengono in forma il nostro cervello che è “costretto” a ragionare, ricordare, intuire.
 
 
Da tutto questo ne deriva l’importanza della prevenzione. Gli Specialisti delle Unità operative di Neurologia GVM sono a tua disposizione per valutare il rischio di malattie degenerative e per consigliarti sulla prevenzione.
 
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