La Giornata Mondiale del Diabete: un po’ di storia

Lanciata nel 1992 la Giornata Mondiale del Diabete è un’iniziativa della Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) creata in risposta all’incidenza crescente del diabete nel mondo. Il diabete colpisce attualmente più di 300 milioni di persone. Il 20 dicembre 2006 l’assemblea generale delle Nazione Unite ha adottato la risoluzione 61/225 che sancisce la Giornata Mondiale del Diabete come giornata ufficiale dell’ONU e riconosce il diabete come “una malattia cronica, invalidante e costosa che comporta gravi complicanze”.

 
I numeri del diabete


Il diabete di tipo 2 - In Italia

Il numero di persone con Diabete di tipo 2 è in veloce crescita sia nei Paesi avanzati, sia nei Paesi che hanno da poco iniziato il loro sviluppo economico. Questa impennata nel numero di casi diagnosticati e in quelli stimati è dovuta soprattutto:
  • alle modifiche quantitative e qualitative nell'alimentazione (si mangia di più e peggio)
  • al minor dispendio energetico (maggiore sedentarietà: utilizzo dei mezzi di trasporto, diffusione di lavori intellettuali che portano a stare molte ore seduti, mionor attività fisica)
queste modifiche allo stile di vita spesso associate al sovrappeso o alla obesità, fanno probabilmente scattare una tendenza geneticamente ereditata a sviluppare il diabete.

Si calcola che in Italia oggi:
  • 3 milioni di persone abbiano il diabete di tipo 2 e siano diagnosticate e seguite: si tratta del 4,9% della popolazione
  • 1 milione di persone abbiano il diabete di tipo 2 ma non siano state diagnosticate: è l'1,6% della popolazione
  • 2,6 milioni di persone abbiano difficoltà a mantenere le glicemie nella norma, una condizione che nella maggior parte dei casi prelude allo sviluppo del diabete di tipo 2. Parliamo del 4,3% della popolazione
In pratica oggi il 9,2% della popolazione italiana ha i difficoltà a mantenere sotto controllo la glicemia.
Nel 2030 si prevede che le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni.



Il diabete di tipo 1 - In Italia

Il Diabete di tipo 1 può essere considerato la più frequente della patologie rare. Ogni anno si rilevano 84 casi ogni milione di persone in Italia (poco meno di 5 mila casi). Alcune regioni italiane, in primo luogo la Sardegna hanno tassi di incidenza superiori alla media europea. Si stima che in Italia circa 250 mila persona abbiano il diabete di tipo 1. Il numero di persone con diabete di tipo 1 cresce soprattutto perchè ormai è possibile garantire a chi segue le cure una attesa di vita sovrapponibile a quella della popolazione generale. Cresce però anche l'incidenza cioè il rischio di sviluppare il diabete di tipo 1.


 
La storia
L’idea della Giornata del diabete in Italia fu di Roberto Lombardi, fondatore e storico Presidente della FAND (Federazione delle Associazioni Nazionali per il Diabete) che nel 1985 si proponeva di far parlare di diabete nelle piazze, per far conoscere una malattia poco nota e sensibilizzare le istituzioni. Per molti anni veniva celebrata in Italia il 4 ottobre, data scelta per la concomitanza della ricorrenza di San Francesco. Lombardi era una persona diabetica, dal carattere molto vigoroso, tenace, che aveva percepito, e subito sulla sua stessa vita, il senso di sottostima ed indifferenza della società verso il problema del diabete, considerato per tantissimi anni un problema sanitario “minore”. Creando la Federazione, e proclamando la Giornata Nazionale del Diabete, riuscì a smuovere l’opinione pubblica, e contemporaneamente il mondo politico, fino a giungere a far approvare in Parlamento una Legge di iniziativa popolare, L.115/87, che, prima in tutto il mondo, riconosceva alle persone affette da diabete il diritto alla cura, al lavoro, all’istruzione e all’assistenza qualificata.   

Nel 1991 l’International Diabetes Federation (IDF), di concerto con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), istituì, nella data del 14 novembre, la ricorrenza mondiale della Giornata del Diabete, dedicata ogni anno ad uno specifico aspetto della malattia e delle sue gravose complicanze. Fu un modo molto efficace per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema, che già era di notevole entità, ma che prometteva, come poi è accaduto, di ingrandirsi ulteriormente e di rappresentare una minaccia planetaria di tipo pandemico, con enormi ricadute sulla salute dei cittadini e sull’economia del Paesi. 

In Italia si attese fino al 2001 per uniformare la data al 14 Novembre quando si decise di creare uno specifico consorzio, denominato “Diabete Italia”, con il preciso compito, in partenza, di organizzare iniziative nazionali per il 14 novembre. Era finalmente il primo sasso nello stagno: unificare le diverse anime del mondo diabetologico, dagli specialisti agli operatori sanitari, alle persone con diabete impegnate nell’associazionismo volontario in uno sforzo comune per portare all’attenzione di tutti, società civile e decisori istituzionali, i grandi problemi ancora irrisolti.

Dalla prevenzione alla cura efficace, all’organizzazione del sistema sanitario, alle problematiche sul mondo del lavoro e della scuola. Un cammino non facile, ma che nel tempo qualche successo non irrilevante è riuscito ad ottenerlo: nel 2013 lo Stato Italiano ha licenziato il Piano Nazionale per la Malattia Diabetica, e tra poche settimane rilascerà il testo definitivo per il Piano Nazionale sulle Cronicità. La Comunità Europea ha lanciato grandi programmi di studio e lavoro; ogni Paese sta percorrendo strade solo in apparenza diverse, tese comunque a migliorare l’assistenza e la cura delle malattie croniche ed in particolare il diabete, l’obesità e le complicanze ad esse correlate. Nel 2006 l’Assemblea Plenaria dell’ONU ha formalmente dichiarato il 14 novembre Giornata Mondiale per il Diabete, prendendo atto dell’importanza fondamentale che questa malattia ha assunto nel mondo attuale. 


 
Il tema di quest'anno: OCCHI SUL DIABETE

Quest’anno la Campagna di sensibilizzazione è finalizzata a far conoscere le complicanze del Diabete sull’occhio e sulla vista. Una delle complicanze più temibili, ma anche certamente prevenibili. Il controllo accurato della malattia e regolari periodiche valutazioni specialistiche sono in grado di prevenire l’insorgenza e la progressione della malattia retinica, e di ridurre al minimo gli esiti in termini di perdita della capacità visiva, che in tempi non lontani erano invece purtroppo molto frequenti. 


Testo a cura del dr. Marco Comaschi - specialista in Diabetologia - Endocrinologia - Medicina Interna presso ICLAS - GVM Care & Research - Rapallo - Genova 


 
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