Mascherine e DPI: tutto quello che c’è da sapere per la fase2

Il 4 maggio è iniziata la fase 2, quella di convivenza con il virus e come accade per tutte le convivenze ci sarà bisogno di grande impegno per farla funzionare.
Tra le misure di sicurezza richieste dal Governo in questa fase c’è l’obbligo di indossare le mascherine in ambienti chiusi aperti al pubblico, sui mezzi pubblici e in tutte le occasioni in cui non è possibile garantire il mantenimento della distanza di sicurezza.
Il fine di questa misura di sicurezza è chiaro: limitare il più possibile la diffusione di aereosol o droplets da pazienti potenzialmente contagiosi.

Una misura resa necessaria anche a causa dell’alto numero di asintomatici che - seppur inconsapevolmente- potrebbe continuare a diffondere il virus e aumentare il numero dei contagi.
Secondo uno studio scientifico pubblicato su Nature Medicine, le mascherine rappresentano un efficace strumento per impedire la diffusione dei virus influenzali e respiratori, ed è per questo che durante la fase 2 tutti dovrebbero impegnarsi a indossarle in maniera corretta, cosa che invece ancora non accade.
Autocontaminazione, difficoltà respiratorie e falso senso di sicurezza sono solo alcuni dei rischi che si corrono utilizzando la mascherina in maniera sbagliata.
E dato che c’è anche chi in questa fase non sa ancora quale mascherina acquistare, in quest’articolo verranno fornite alcune utili indicazioni sui tipi di mascherine oggi reperibili e su come utilizzarle in maniera corretta.

Mascherine chirurgiche: come sono fatte e a cosa servono
Le mascherine chirurgiche – oggi senza dubbio le più ricercate e utilizzate – sono delle maschere facciali protettive realizzate in 3 strati di TNT (tessuto non tessuto) molto ampie e di forma rettangolare, alla cui estremità sono fissati 2 lacci o 2 elastici da legare dietro la testa o da fissare dietro le orecchie. Lungo il lato superiore è presente una sottile striscia di plastica o metallo, chiamata stringinaso, che va poggiata sul ponte del naso e modellata con l’aiuto delle dita.
  • Lo strato esterno, serve a conferire alla mascherina resistenza e la capacità di respingere acqua e fluidi corporei
  • Lo strato centrale serve a filtrare alcuni agenti patogeni
  • Lo strato interno serve a proteggere la pelle e ad assorbire eventuali goccioline di sudore e di umidità
Questo tipo di mascherina viene utilizzato da sempre in ambiente medico e sanitario e la sua funzione è quella di evitare la diffusione nell’ambiente di goccioline di saliva e/o secrezioni respiratorie potenzialmente infette. Le mascherine chirurgiche non hanno una funzione filtrante in fase inspiratoria, perciò non proteggono chi le indossa dal rischio di inalare particelle aeree di piccole dimensioni.
Chi si appresta a comprarle per la prima volta – e magari sta pensando di farlo su internet –deve sapere che le mascherine chirurgiche che si trovano in commercio non sono tutte uguali e a seconda della loro capacità filtrante è possibile dividerle in 4 tipi: I, IR, II e IIR. Quelle di tipo II (tre strati) e IIR (quattro strati) hanno una capacità di filtrazione batterica maggiore (≥ 98%) e la IIR resiste anche agli spruzzi.
Se prima dell’emergenza questo tipo di mascherina era facilmente reperibile in una confezione che ne indicava la capacità filtrante e su cui era impresso il marchio CE attestante la conformità alle disposizioni di legge, oggi - a causa della loro indisponibilità - possono essere vendute dalle farmacie anche alcuni tipi di mascherine senza marchio CE e prive del loro imballaggio di riferimento, purché autocertificate dai loro produttori e realizzate secondo le disposizioni dell’Istituto superiore di sanità.
Ciascuna farmacia comunque, “…deve provvedere alla conservazione delle informazioni circa la confezione integra (denominazione, nome del produttore e/o distributore, quantità, data di arrivo e, ove disponibile, numero di lotto) e dell'allestimento (numero confezioni e numero di DP inserite in ciascuna di esse)”. Se viene fatta richiesta è possibile ricevere dalla farmacia una copia del loro foglietto illustrativo.
Per quanto riguarda l’aspetto del riutilizzo o meno delle mascherine è bene ricordare che la loro durata è di massimo 8 ore e non è possibile riutilizzarle. Questo perché quando si inumidiscono perdono parte della loro efficacia.

Mascherine chirurgiche: cosa fare e cosa non fare per utilizzarle in maniera corretta
Affinché la mascherina svolga la sua funzione di protezione è necessario indossarla correttamente e seguire alcune precauzioni di igiene, nello specifico è necessario:
  • lavarsi accuratamente le mani per almeno 20 secondi oppure disinfettarle con gel specifico prima di toccare la mascherina
  • verificare, prima di indossarla, che la mascherina non presenti difetti: mancanza di un laccio o di un elastico
  • posizionare la mascherina sul viso avendo cura di prenderla esclusivamente dai lacci o dagli elastici
  • se la mascherina alle estremità ha due lacci posizionare e legare quello superiore dietro la parte alta della testa e quello inferiore dietro la nuca
  • se la mascherina ha due elastici passarli dietro le orecchie
  • una volta che la mascherina è posizionata sul viso modellare la striscia sottile di metallo (stringinaso) con l’aiuto delle dita
  • una volta posizionata la mascherina sul viso e regolato lo stringinaso, tirare la parte inferiore della mascherina fino a coprire completamente bocca e mento
  • una volta indossata la mascherina ruotare la testa avanti e indietro, a destra e sinistra per assicurarsi che mantenga la sua vestibilità e non si muova
  • sostituire la mascherina con una nuova se quella che si indossa si sporca o diventa umida
  • Per evitare di trasferire possibili agenti patogeni sul viso e/o sulle mani bisogna invece evitare di:
  • toccare la mascherina sulla parte esterna con le mani una volta che è stata messa sul viso
  • non portare la mascherina appesa al collo o su un solo orecchio
  • indossare la mascherina lasciando il naso scoperto
  • rimuovere la mascherino dopo l’uso toccandola solo dai lacci o elastici
  • non riutilizzare la mascherina monouso
  • disinfettare le mani dopo averla rimossa
Come indossare la mascherina con gli occhiali
Chi porta gli occhiali potrebbe aver notato che con l’utilizzo della mascherina le lenti tendono ad appannarsi. Questo non significa che chi ha gli occhiali non può indossare una mascherina, esistono infatti dei piccoli accorgimenti che se messi correttamente in atto possono aiutare a risolvere il problema.
il primo accorgimento è quello di far aderire perfettamente la mascherina al proprio naso modellando lo stringinaso con l’aiuto dita, così da evitare che l’aria prodotta con l’espirazione si diriga verso l’alto. Il secondo accorgimento è quello di posizionare gli occhiali sopra la mascherina e non più in alto.
Se nessuno dei due espedienti dovesse funzionare è possibile appoggiare sul lembo superiore della mascherina una garza sterile di cotone per ridurre il passaggio dell’aria verso l’alto.

Mascherine filtranti ffp1, ffp2, ffp3, KN95 e N5: cosa sono e a cosa servono
Le maschere di protezione, ffp1, ffp2 e ffp3 sono dei dispositivi di protezione individuale in grado di filtrare particelle ambientali anche di diametro molto piccolo, in particolare il modello ffp2 ha una capacità filtrante ≥ 94%, mentre il modello ffp3 una capacità filtrante ≥ 98%. Il modello ffp1 anche se ha una capacità filtrante dell’80% non è raccomandato per la protezione da agenti patogeni trasmissibili per via aerea.
Oltre ad avere una capacità filtrante molto alta questi dispositivi di protezione hanno anche il vantaggio di adattarsi perfettamente alla forma del viso, dando così meno possibilità alle particelle potenzialmente infette presenti nell’aria di penetrare attraverso i lati della mascherina.
Questi dispositivi, la cui capacità filtrante è garantita sia in fase inalatoria che espiratoria ,  sono destinati al solo personale sanitario che assiste pazienti infetti o potenzialmente tali.
È bene ricordare che i modelli di questi dispositivi con valvola perdono la loro funzione filtrante in fase espiratoria e non sono pertanto idonei in questa fase a limitare la diffusione dei virus se indossati dai cittadini.
Le maschere filtranti ffp2 e ffp3, certificati secondo la norma europea EN 149-2001, oggi sono pressoché introvabili sul mercato italiano e al loro posto stanno arrivando, anche per i cittadini, dei dispositivi di protezione indicati con la sigla KN95, di importazione cinese e N95, di importazione americana, le cui certificazioni sono rispettivamente GB2626-2006 e NIOSH-42CFR84. La loro efficacia è comunque paragonabile a quella delle mascherine ffp2.
Questo tipo di maschere filtranti, dato che formano una chiusura ermetica su naso e bocca, possono rendere la respirazione piuttosto difficoltosa, pertanto è opportuno che chi soffre di patologie respiratorie croniche o cardiache, consulti il proprio medico curante prima di acquistarle.
I DPI ffp1, ffp2, ffp3, KN95 e N95 si possono indossare in maniera corretta seguendo le stesse raccomandazioni suggerite per le mascherine chirurgiche.
Per quanto riguarda invece l’aspetto del loro riutilizzo, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC)  - principale istituto nazionale di sanità pubblica degli Stati Uniti – in un documento afferma che: “salvo che il produttore non indichi diversamente, non è possibile utilizzare lo stesso dispositivo per più di 5 volte, questo per garantire un margine di sicurezza adeguato”. Non è invece possibile riutilizzare il dispositivo se sulla confezione è presente la dizione monouso.
Nel documento non vengono invece indicati metodi sicuri e verificati per una loro disinfezione o sterilizzazione. 

Mascherine in tessuto non tessuto: servono davvero?
Per ovviare alla mancanza delle mascherine chirurgiche molte aziende italiane nel tentativo di offrire una soluzione alla richiesta sempre più alta di questi prodotti da parte dei cittadini hanno convertito parte della loro produzione.
Questo tipo di mascherine, realizzate in conformità dell'art. 16, comma 2, del D.L. 18/2020, sono fatte di due strati esterni realizzati in cotone e uno interno realizzato in TNT, un particolare materiale idrorepellente, ossia non assorbe acqua.
Il grande vantaggio di questo tipo di mascherine, che non sono e non vanno considerati come DPI, è quello di essere lavabili e riutilizzabili diverse volte. Indossarle serve davvero a limitare la diffusione dei virus?
Secondo quanto suggerito da alcuni studi clinici condotti sui virus influenzali le mascherine realizzate in tessuto, seppur meno efficaci di quelle chirurgiche, si sono dimostrate comunque in grado di limitare la diffusione nell’aria di microrganismi patogeni. È bene comunque considerare l’utilizzo di mascherine diverse da quelle chirurgiche come ultima risorsa per prevenire la diffusione di goccioline da individui infetti.

Schermi facciali protettivi: cosa sono e a cosa servono
Anche gli occhi, oltre al naso e alla bocca, sono un canale di trasmissione per i virus. Questo spiega perché negli ospedali il personale sanitario è dotato di occhiali o schermi facciali protettivi.
In America gli schermi facciali vengono indicati come un utile mezzo per limitare il contagio da parte del COVID-19, tenuto conto anche della loro maggiore disponibilità e riutilizzabilità.
Gli schermi facciali, o face shield, sono disponibili in varie forme e diverse dimensioni. Per una protezione ottimale, lo schermo deve coprire tutta la zona del mento e quella laterale del volto e non deve lasciare uno spazio tra fronte e copricapo.
È comunque opportuno in questa fase, sempre al fine di limitare la diffusione del virus, indossare lo schermo facciale insieme a una mascherina chirurgica.

Come smaltire mascherine chirurgiche e DPI
Per quanto riguarda il problema dello smaltimento delle mascherine chirurgiche e dei DPI per farlo in maniera corretta è sufficiente riporli in due sacchetti di plastica, sigillarli con un laccio e gettarli nell’indifferenziata.

Conclusioni
Le mascherine in questo momento sono diventate in molti Paesi il simbolo della lotta contro il COVID-19, una manifestazione tangibile dell’impegno manifestato dai cittadini di tutto il mondo per bloccare un nemico comune.
Tutto quello che in questa fase dobbiamo fare è rispettare le poche regole che ci sono state indicate, continuare a seguire le norma igieniche che sono state segnalate sin dall’inizio (lavare le mani per almeno 20 secondi o disinfettarle, non toccare occhi, bocca e naso etc.) e indossare le mascherine in maniera corretta. Così semplice che non possiamo fallire.


 
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